Analisi della tassazione agevolata al 1% per i premi di risultato nel 2026 e focus sulle scadenze cruciali del 30 settembre, tra Concordato Preventivo e assegnazione agevolata dei beni.
Il mese di settembre 2026 si apre con importanti conferme e scadenze per il tessuto imprenditoriale italiano.
Per le PMI e le imprese del settore edile, la gestione del costo del lavoro e la pianificazione fiscale passano quest'anno attraverso due pilastri fondamentali: la tassazione ultra-ridotta sui premi di produttività e il rispetto dei termini per il Concordato Preventivo Biennale (CPB), recentemente integrato dalle novità del Decreto Omnibus.
Premi di produttività 2026: l'imposta sostitutiva scende all'1%
Una delle opportunità più rilevanti per il biennio 2026-2027 riguarda il trattamento fiscale dei premi di risultato.
Sebbene in passato l'aliquota agevolata fosse fissata al 5%, la normativa vigente per l'anno 2026 ha ridotto ulteriormente l'imposta sostitutiva portandola all'1%.
Questa misura si applica ai premi erogati in esecuzione di contratti aziendali o territoriali, entro il limite di 3.000 euro lordi annui (che può salire a 4.000 euro in caso di coinvolgimento paritetico dei lavoratori).
Per le imprese, questo significa poter erogare premi con un impatto fiscale quasi nullo per il dipendente, aumentando il potere d'acquisto reale senza gravare eccessivamente sul cuneo fiscale.
Requisiti per l'accesso all'aliquota 1%
Per beneficiare di questa tassazione minima, è necessario che:
- Il lavoratore abbia percepito, nell'anno precedente (2025), un reddito da lavoro dipendente non superiore a 80.000 euro.
- Il premio sia legato a incrementi di produttività, redditività, qualità, efficienza o innovazione, misurabili e verificabili in base a criteri oggettivi stabiliti nell'accordo.
- L'accordo sia depositato telematicamente presso l'Ispettorato Territoriale del Lavoro entro 30 giorni dalla sottoscrizione.
Concordato Preventivo Biennale: le novità del 2 settembre 2026
In data 2 settembre 2026, sono stati pubblicati ulteriori chiarimenti riguardanti le cause di decadenza dal Concordato Preventivo Biennale alla luce del Decreto Omnibus.
Per le partite IVA e le PMI che hanno aderito o intendono aderire al patto con il fisco per il biennio 2026-2027, la soglia di tolleranza per le violazioni è diventata un punto critico.
La decadenza dal concordato scatta qualora emergano attività non dichiarate o spese inesistenti per un importo superiore al 30% dei ricavi dichiarati, oppure in caso di omesso versamento delle imposte derivanti dall'adesione stessa.
Un vantaggio significativo per chi conferma l'adesione entro la scadenza del 31 ottobre 2026 è l'accesso al cosiddetto ravvedimento speciale, che permette di sanare le annualità pregresse con imposte sostitutive calcolate in base al punteggio ISA.
Scadenze del 30 settembre 2026: assetto societario e LIPE
Il calendario fiscale di questo mese impone una verifica immediata della liquidità aziendale. Entro il 30 settembre 2026, le imprese devono gestire tre adempimenti fondamentali:
- Assegnazione agevolata dei beni ai soci: scade il termine per il versamento della prima rata (60%) dell'imposta sostitutiva per le società che hanno deliberato l'assegnazione o la cessione di beni immobili o mobili iscritti in pubblici registri.
- Comunicazione LIPE: invio dei dati relativi alle liquidazioni periodiche IVA del secondo trimestre 2026.
- Modello 730/2026: termine ultimo per la presentazione della dichiarazione dei redditi per i lavoratori dipendenti e pensionati.
Focus Edilizia: Bonus 2026 e regolarità contributiva
Per le imprese edili, il 2026 rappresenta l'ultimo anno di vigenza delle aliquote attuali prima della riduzione strutturale prevista per il 2027.
Attualmente, il Bonus Ristrutturazioni e l'Ecobonus mantengono una differenziazione basata sulla tipologia di immobile:
- 50% di detrazione per gli interventi sull'abitazione principale.
- 36% di detrazione per le seconde case e gli altri immobili.
Il limite di spesa rimane fissato a 96.000 euro per unità immobiliare.
È fondamentale ricordare che per la fruizione di qualsiasi bonus edilizio nel 2026, la regolarità del DURC e la congruità della manodopera sono requisiti non negoziabili.
Un cantiere che non rispetta gli indici di congruità previsti dal D.M. 143/2021 rischia non solo sanzioni amministrative, ma la perdita totale delle agevolazioni fiscali per il committente, con conseguenti azioni di rivalsa sull'impresa esecutrice.
Cosa fare operativamente
Alla luce di queste novità, consigliamo agli imprenditori di:
- Verificare i contratti di secondo livello: per assicurarsi che i premi erogati entro fine anno possano beneficiare dell'aliquota all'1%.
- Valutare la convenienza del CPB: analizzando il punteggio ISA 2026 e le proiezioni reddituali per il prossimo anno.
- Monitorare i cantieri: assicurandosi che ogni stato di avanzamento lavori (SAL) sia supportato dalla documentazione sulla congruità della manodopera per blindare le detrazioni al 50% o 36%.
La complessità della gestione fiscale nel 2026 richiede un monitoraggio costante per evitare che piccoli errori formali si trasformino in pesanti oneri finanziari.
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