Cosa cambia con il nuovo SME Scheme:
le soglie Fino a poco tempo fa, un'impresa italiana in regime di franchigia (come il regime forfettario) poteva godere dell'esenzione IVA solo sulle vendite effettuate in Italia. Non appena operava verso un cliente privato in un altro Stato UE, era spesso costretta a identificarsi ai fini IVA in quel Paese o a utilizzare il sistema OSS (One Stop Shop) se superava la soglia dei 10.000 euro. Dal 12 giugno, la normativa è pienamente operativa con le seguenti specifiche: 1. Soglia Nazionale: l'impresa deve avere un volume d'affari annuo non superiore a 85.000 euro nello Stato membro di stabilimento (l'Italia). 2. Soglia Unionale: il volume d'affari complessivo a livello UE non deve superare i 100.000 euro. Se la vostra impresa rispetta entrambi i requisiti, potete ora vendere beni e prestare servizi in qualunque Stato membro dell'UE senza dover addebitare l'IVA locale e senza l'obbligo di identificarvi in ogni singolo Paese.
La procedura operativa:
come ottenere l'identificazione 'EX' La Circolare del 10 giugno chiarisce che l'accesso a questo beneficio non è automatico. Le imprese interessate devono inviare una comunicazione preventiva all'Agenzia delle Entrate attraverso i canali telematici. Una volta verificati i requisiti, l'Agenzia attribuisce un numero di identificazione IVA speciale, caratterizzato dal suffisso 'EX'. Questo codice deve essere riportato in fattura per segnalare al cliente e alle autorità doganali che l'operazione è soggetta al regime di esenzione per le piccole imprese.
Obblighi di comunicazione trimestrale In cambio della semplificazione tariffaria, il legislatore richiede maggiore trasparenza sui flussi finanziari. Le imprese che adottano lo SME Scheme devono trasmettere trimestralmente un prospetto sintetico delle operazioni effettuate in ambito UE. La scadenza per il secondo trimestre è fissata al 16 luglio. In questa comunicazione andranno indicati: * Il valore totale delle cessioni di beni effettuate in altri Stati UE. * Il valore totale delle prestazioni di servizi. * Il dettaglio degli Stati membri di destinazione.
ViDA: Verso il Digital Reporting in tempo reale Oltre allo SME Scheme, le notizie degli ultimi giorni confermano l'accelerazione sul pacchetto ViDA (VAT in the Digital Age). A partire da questo mese, l'Italia ha iniziato a integrare il Sistema di Interscambio (SdI) con il nuovo portale europeo per il monitoraggio delle transazioni transfrontaliere. Per le imprese che superano le soglie di esenzione o che operano in regime IVA ordinario, l'obbligo di emissione della fattura elettronica per le operazioni intra-comunitarie diventa ancora più stringente. Il termine per l'invio del file XML al sistema è stato confermato in 2 giorni lavorativi dalla data dell'operazione. Questo significa che la gestione della fatturazione non può più essere rimandata a fine settimana o a fine mese, ma deve essere contestuale alla vendita o alla prestazione.
Impatto per le PMI e i Professionisti:
casi pratici Per comprendere meglio la portata di queste novità, analizziamo due scenari tipici per le imprese assistite da E.labor SRL. Caso A: Il consulente informatico in regime forfettario Un consulente con fatturato di 50.000 euro che fornisce servizi a privati in Francia e Germania. Prima della riforma, avrebbe dovuto monitorare la soglia dei 10.000 euro e gestire l'IVA tramite OSS. Oggi, grazie allo SME Scheme e alla comunicazione effettuata all'Agenzia delle Entrate, può fatturare in esenzione totale, migliorando la propria competitività sul mercato europeo del 20-22% (il risparmio dell'IVA non addebitata al cliente finale). Caso B: L'e-commerce di artigianato locale Un artigiano che vende prodotti online con un fatturato nazionale di 70.000 euro e vendite in UE per 20.000 euro. Il fatturato totale è di 90.000 euro. Rientra nella soglia unionale di 100.000 euro e in quella nazionale di 85.000 euro (riferita solo all'Italia). Può quindi operare senza applicare l'IVA sulle vendite UE, semplificando la gestione del carico fiscale.



