Guida tecnica per le PMI sulla rendicontazione dei progetti digitali 2025 e 2026. Analizziamo gli obblighi di certificazione energetica integrata, la conformità DNSH e le modalità di compensazione dei crediti per evitare revoche e sanzioni.
Al 28 giugno 2026, le imprese che hanno avviato o concluso processi di digitalizzazione si trovano di fronte a un bivio amministrativo fondamentale. Non si tratta solo di aver acquistato software o macchinari interconnessi, ma di gestire correttamente la complessa documentazione necessaria per mantenere il diritto ai benefici fiscali.
Il passaggio dal piano Transizione 4.0 alla Transizione 5.0 ha introdotto un requisito supplementare: il risparmio energetico certificato. Questo significa che oggi, per compensare un credito d'imposta, non basta più la perizia tecnica di interconnessione, ma serve un sistema di rendicontazione che dimostri l'efficientamento ottenuto.
In questo articolo analizziamo gli adempimenti operativi per le PMI e i rischi legati a una gestione documentale approssimativa.
La rendicontazione dei progetti conclusi nel 2025
Molte imprese stanno completando in questi giorni la rendicontazione dei progetti di digitalizzazione avviati nel corso del 2025. Per chi ha utilizzato il modello Transizione 5.0, la scadenza del 30 giugno 2026 rappresenta un termine di riferimento critico per la chiusura delle pratiche che prevedono la compensazione dei crediti residui.
Ricordiamo che il credito d'imposta non è fruibile se non dopo l'invio della comunicazione di completamento al GSE. Questa comunicazione deve essere corredata dalla certificazione ex-post rilasciata da un valutatore indipendente.
La certificazione deve attestare che l'investimento ha effettivamente prodotto una riduzione dei consumi energetici non inferiore al 3% per l'intera struttura produttiva o al 5% per il singolo processo interessato dall'investimento.
Il ruolo della certificazione DNSH
Un elemento spesso sottovalutato, ma che l'Agenzia delle Entrate e il MIMIT stanno verificando con estrema attenzione nel 2026, è il principio DNSH (Do No Significant Harm).
Ogni progetto di digitalizzazione finanziato tramite fondi PNRR (come la Transizione 5.0) deve dimostrare di non arrecare un danno significativo all'ambiente. In termini pratici, l'imprenditore deve conservare una scheda tecnica che attesti la conformità dei beni acquistati ai criteri ambientali europei.
L'assenza di tale documentazione, in caso di controllo, può portare alla decadenza totale del beneficio con l'obbligo di restituzione del credito maggiorato di interessi e sanzioni.
Compensazione in F24: regole e codici tributo per il 2026
La gestione finanziaria del credito d'imposta richiede una precisione assoluta nella compilazione dei modelli F24. Per gli investimenti legati alla digitalizzazione, la compensazione deve avvenire nel rispetto delle quote annuali previste.
Per i crediti maturati nel 2025 e pronti per l'uso nel 2026, è necessario verificare preventivamente:
- Il superamento del blocco delle compensazioni per debiti erariali superiori a 100.000 euro.
- La corretta indicazione dell'anno di riferimento (che coincide con l'anno di maturazione del credito).
- L'avvenuta interconnessione dei beni, comprovata da verbale interno o perizia esterna.
Le sanzioni per l'utilizzo di crediti non spettanti o inesistenti sono state inasprite. In particolare, se il credito viene considerato inesistente (mancanza totale dei presupposti), la sanzione può arrivare al 120% dell'importo compensato.
Nel 2026, la digitalizzazione non riguarda solo l'hardware. Molte PMI stanno investendo massicciamente nella formazione del personale per l'utilizzo di sistemi di Intelligenza Artificiale applicata ai processi produttivi.
Le spese ammissibili includono:
- Costo del personale dipendente per le ore di formazione (calcolato sul costo aziendale lordo).
- Costi dei docenti e dei servizi di consulenza formativa.
- Spese per la certificazione delle competenze acquisite.
È fondamentale che l'attività formativa sia documentata tramite registri presenze, programmi didattici e, soprattutto, che sia legata a un progetto di innovazione tecnologica concreto.
Rischi di revoca e controlli incrociati
L'Agenzia delle Entrate ha avviato una campagna di controlli automatizzati incrociando i dati delle comunicazioni GSE con le dichiarazioni dei redditi e i modelli F24.
I punti di maggiore criticità riscontrati finora riguardano:
- Mancata interconnessione: beni installati ma non dialoganti con il sistema gestionale aziendale.
- Certificazioni energetiche non idonee: valutazioni effettuate da soggetti non abilitati o basate su calcoli teorici non verificabili.
- Software non conformi: acquisto di pacchetti software che non presentano le caratteristiche tecnologiche richieste dalla norma (es. integrazione con la supply chain).
Per le imprese edili, in particolare, la digitalizzazione dei cantieri tramite sistemi BIM (Building Information Modeling) deve essere supportata da prove tangibili dell'effettivo utilizzo del software nelle fasi di progettazione e monitoraggio dei lavori.
Cosa deve fare l'imprenditore oggi
Se la tua impresa ha crediti d'imposta legati alla digitalizzazione in pancia o sta pianificando investimenti per la seconda metà del 2026, l'azione immediata deve essere la verifica della "cartella del credito".
Ecco una checklist operativa:
- Verifica della Perizia: Assicurati che la perizia tecnica (obbligatoria sopra i 300.000 euro, ma consigliata sempre) sia analitica e non generica.
- Monitoraggio Energetico: Se utilizzi la Transizione 5.0, verifica che i misuratori di consumo siano attivi e che i dati raccolti confermino il risparmio dichiarato in fase di prenotazione del credito.
- Conservazione Sostitutiva: Tutti i documenti relativi all'investimento (fatture con dicitura corretta, ordini, conferme d'ordine, perizie, certificazioni) devono essere conservati digitalmente per almeno 10 anni.
- Visto di Conformità: Valuta con il tuo consulente l'apposizione del visto di conformità sulla dichiarazione dei redditi, operazione necessaria per compensazioni IVA elevate ma utile anche come filtro preventivo sui crediti d'imposta.
L'importanza di una consulenza tecnica e contabile integrata
La gestione della digitalizzazione nel 2026 non è più una pratica puramente contabile. Richiede una sinergia tra competenze tecniche (ingegneri, periti energetici) e competenze fiscali (commercialisti, esperti contabili).
Errori formali nella comunicazione dei dati o discrepanze tra la data di effettuazione dell'investimento e il periodo di compensazione possono innescare accertamenti pesanti.
E.labor SRL supporta le imprese in questo percorso, garantendo che ogni credito d'imposta utilizzato sia blindato da una documentazione probatoria solida e inattaccabile.
Se hai dubbi sulla conformità dei tuoi investimenti digitali o sulla corretta rendicontazione dei progetti Transizione 5.0, i nostri professionisti sono a disposizione per un check-up completo della tua posizione fiscale e documentale. Prevenire una revoca del credito è molto più semplice ed economico che gestire un contenzioso tributario.
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